Una serata movimentata

     Portai lulù nel seminterrato del suo villino, dove la feci spogliare. Guardai beffarda il mio schiavo che esibiva una discreta erezione. 
     “Ti eccita essere trattata da sguattera?” gli chiesi. In effetti, aveva appena finito di pulire la cucina.
     Da uno scaffale presi una scatola, che conteneva la catena della sua moto. La feci inginocchiare e la legai per il collo ad un termosifone. 
     Stavo per andarmene, ma tornai sui miei passi. Dalla stessa scatola presi le manette e le legai le mani dietro la schiena. “Così non ti tocchi e non ti masturbi, porca”
     Spensi la luce e chiusi la porta a chiave. Me ne tornai di sopra, nel suo appartamento, dove mi sdraiai sul divano a riposare.
     Dopo qualche ora, a notte inoltrata, scesi di nuovo nel seminterrato. Trovai lulù in ginocchio, con la testa trattenuta quasi a terra dalla catena.
     “Passata una bella serata?” le chiesi ironica, mentre col piede calzato in una bellissima scarpa nera col tacco mi insinuavo fra le sue gambe. “Ho una sorpresa per te. Una mia amica dorme a casa mia questa notte. Le ho confidato qualcosa del nostro segreto. Sembra interessata a vederti”.
     Cercò di dirmi che non voleva essere vista in quelle condizioni, ma la zittii. “Tu fai quello che dico io e basta. Cerca piuttosto di comportarti bene. non vorrei doverti punire davanti a lei”.
     La slegai. Le misi il collare e con quello la trascinai al piano di sopra, nuda. La feci inginocchiare davanti ad una splendida creatura. La mia amica Mary. All’epoca aveva solo 25 anni. Bellissima, capelli a caschetto ed un fisico da fotomodella per intimo.
     Lulù restò quasi a bocca aperta. Mary alzò appena un sopracciglio nel vedere un uomo nudo, vistosamente truccato come una puttana. Gli feci abbassare la testa fino agli anfibi di Mary, facendoglieli leccare. 
     Dissi a Mary che potevo prestargliela, mettendole un piede sulla nuca per costringerla a lucidare con la lingua anche i tacchi degli anfibi. 
     “…è servizievole, devota, e poi è una cagna in calore. Devi sono darle ordini, senza fare nulla in cambio. Puoi usarla per sfogarti quando sei incazzata o eccitata. Quando vuoi giocare. Lulù è sempre a tua disposizione” dissi a Mary.
     “Ma è proprio vero?” chiese Mary, che stentava a credere che lulù fosse mia schiava per libera scelta.
     “Diglielo tu, troia” ordinai a lulù. Lei confermò. 
     Ci sdraiammo sul letto io e Mary, in reggiseno e mutandine. Eravamo molto provocanti. Ci sfioravamo e ci abbracciavamo per far credere a lulù che avevamo intenzione di fare sesso, ma in realtà volevamo solo giocare e vedere la reazione della cagna.
     Poi ci sedemmo sul bordo del letto, ordinando da bere. Lulù portò delle bevande fresche e poi si mise in ginocchio ai piedi dl letto, a gambe larghe, le mani dietro la schiena e lo sguardo a terra. 
     “Dai Mary, divertiti un po’ con questa cagna vogliosa. A lei piace essere trattata così. Per me farebbe qualsiasi cosa. Ma non darle nessuna soddisfazione sessuale. Fatti fare quello che vuoi, se ne hai voglia e se lei non ti fa schifo, l’importante è che alla fine la cagna rimanga a bocca asciutta e con il cazzo duro. A me piace così e non voglio si abitui male” dissi alla mia amica, prima di lasciare la stanza.

      “Vieni qui, avvicinati” disse Mary a lulù, allargando le gambe. “Vediamo se sai leccare”
      Lulù iniziò a leccare sopra le mutandine. Lei cominciò a muovere il pube dolcemente. Era eccitata. Ma appena lulù cercò di abbassarle le mutandine, fu fermata. 
      “Non toccare, cagna. Devi restare eccitata”. Il divieto fu sottolineato da un sonoro sculaccione.
      Mary allargò ulteriormente le cosce e si slacciò il reggiseno. Lulù era inequivocabilmente su di giri, le continue provocazioni stavano per farla esplodere. Sussurrò qualcosa, e sentii Mary che scoppiava a ridere. La trappola era scattata.
        Rientrai immediatamente nella stanza, chiedendo cosa fosse successo. Mary indicò lulù col dito, fingendo indignazione per la lurida cagna che aveva osato supplicare di scostare le mutandine per leccare la fica della splendida ragazza.
        Trascinai lulù 
per i capelli in soggiorno. La feci inginocchiare davanti al divano, dove intanto si era seduta Mary, i cui capezzoli si ergevano come punte di iceberg.
       “Schifosa troia, ci hai provato? Come hai potuto pensare che la mia amica potesse volere il tuo inutile pezzo di carne” chiesi a lulù, con tono gelido
       Mary si stava sflando le mutandine. Era rimasta completamente nuda, e si rimise sul divano con le gambe spalancate, accarezzandosi i seni.
       Lulù cercò disperatamente di chiedere scusa, ma la feci tacere. “Non dovevi azzardarti a fare certi pensieri. Sarai punita in modo da farti ricordare per sempre questa serata”.
        Mary aveva le labbra socchiuse e sorrideva. Con le mani si accarezzava i seni e le cosce con movimenti lenti e sensuali. “Questa cagna ci ha provato. Voleva ficcare il suo inutile pezzo di carne nella mia fica” disse, allargandosi le labbra della vagina con le dita. Lulù vide quel gesto e non riuscì a trattenersi. Il suo cazzo era durissimo, violaceo, ingabbiato nella CB.
        “Ora apri bene gli occhi. Ti ordino di guardare tutto quello che faremo da questo momento in poi. E ricordati che non hai il permesso di avere un orgasmo. Devi restare in erezione. Voglio testare la tua resistenza. Hai capito, puttana?” dissi a lulù.
        Lulù annuì con la testa. 
       Mi sdraiai sul divano, affianco alla mia amica Mary. Ci toccavamo, ci sfioravamo, scambiandoci baci e carezze intime con la lingua. Ai piedi del divano, Lulù sembrava stordita, con lo sguardo fisso su di noi. Mi fermai. Sussurrai qualcosa all’orecchio di Mary e lei annuì, ridendo.
        “Abbiamo deciso di darti un aiuto per eseguire i miei ordini” dissi a lulù. Mi alzai ed andai a prendere un vibratore. Lulù lo vide e prontamente si mise a quattro zampe, con le cosce divaricate. Senza lubrificante, feci scivolare il grosso fallo nel buchino di lulù, che sembrò riceverne sollievo. Poi presi le mutandine di Mary e le infilai in bocca alla cagna.  
       “Ora sei pronta ad assistere ad un magnifico spettacolo. Puoi guardare ma non puoi parlare e neanche perdere il vibratore, altrimenti la punizione sarà più crudele” le dissi, guardandola con soddisfazione.
       Aquattero zampe, con il vibratore acceso a velocità 4/4, la puttanella fu costretta ad assistere ad un bollente rapporto sessuale tra me e Mary. Ci accarezzammo e ci leccammo a vicenda per un paio d’ore, godendo abbondantemente più volte.
      Stanche ed esauste, ci fermammo. Guardammo lulù. Il pavimento sotto di lei era imbrattato di liquido lattiginoso. Non aveva potuto resistere alla visione. Nonostante la restrizione della CB, era riuscita ad avere un orgasmo.
      “Guarda cosa hai fatto! Troia! Eppure i miei ordini erano chiari! Dovrei castrarti all’istante!” dissi a lulù, con tono severo.
       “La puttanella si è fatta travolgere dagli eventi. Non sembra ben educata” mi disse Mary, ridacchiando.
        Nello sguardo di lulù balenò un lampo di terrore. Sapeva che sarebbe stata punita in modo esemplare. Aveva trasgredito ad un ordine. 
        Dopo averle fatto leccare il pavimento, trascinai lulù per il collare fino al bagno. La feci sedere sul bidet, a gambe larghe. La ammanettai ai rubinetti, diero la schiena. Dalla cucina, Mary tornò con l’olio aromatizzato al peperoncino. Spalmai l’olio sul cazzo di lulù, tirando bene la pelle per coprire tutta la superficie. Poi uscimmo dal bagno chiudendo la porta.
        La riaprimmo dopo un’ora circa. Lulù era congestionata. La presi per i capelli e le feci alzare la testa. Le mutandine in bocca le consentivano solo di mugolare sommessamente. Sorrisi. La puttanella era senza fiato ma aveva di nuovo una potente erezione. 
        Con due dita, cominciai a masturbarla. Lulù gemeva, forse più per il dolore che per l’eccitazione. Mary era appoggiata alla porta, sorridente, divertita, mentre si accarezzava le parti intime.
        “Cerca di venire in fretta, non ho tempo da perdere con te” dissi a lulù. Mel momento stesso in cui mi accorsi che stava per esplodere, lasciai andare quel misero pezzo di carne ad eiaculare miseramente nel bidet, in un vortice di emozioni. 
         La mattina dopo, lulù portò la colazione in camera a me e Mary. Dopo aver poggiato il vassoio sul comodino, si mise a quattro zampe in attesa di ordini. Era ridotta uno straccio. 
        
“Ieri mi hai fatto fare brutta figura. Ha mancato di rispetto alla mia amica. Hai disobbedito ai miei ordini. Le cose si mettono male per te” dissi alla cagna. Lei quasi tremava. Alzai il lenzuolo e mostrai due splendidi corpi nudi, con le cosce aperte, vogliosi e caldi.
         “Abbiamo voglia di godere, troietta. Facci godere contemporaneamente. Usa solo la lingua e le mani” fu l’ordine. 
         Io e la mia amica Mary ci godemmo i massaggi e le carezze della cagna in calore, fino all’orgasmo. Lulù alternava dita e lingua in un profuso sforzo per compiacerci. Le avevo insegnato alla perfezione a leccare e succhiare, ed in effetti mostrò tutta la sua abilità senza fare errori.
         “Ora prepara la doccia per entrambe, cagna” le dissi.
         Lulù andò in bagno, preparò due accappatoi e un paio di asciugamani, sistemò il tappetino e fece scorrere l’acqua.
         Presi le manette e legai lulù, nuda ed eccitata, al soffione della doccia, con le mani sopra la testa. Poi, io e Mary entrammo nella doccia e cominciammo a lavarci a vicenda, insaponandoci e guardando lulù a pochi centimetri che ci fissava.
         “Che hai da guardare, porca?” chiese Mary, strofinandosi i seni. 
         “Lasciala guardare. La puttanella è già eccitata” dissi io, dando qualche colpetto alla CB e strappando una smorfia di dolore alla cagna.
         Finita la doccia, slegai lulù per permetterle di porgerci gli accappatoi.
         Poi tornammo in camera da letto.      
         “Quanto tempo riesce a restare così eccitata senza venire, la cagna?” mi chiese Mary.
         “Forse un paio d’ore, se non viene stimolata. Ieri sera non ha resistito neanche un’ora, davanti alle nostre effusioni. E mi ha disobbedito. Ora devo punirla severamente” risposi.
         “E l’olio al peperoncino? Non era quella la punizione?” domanda Mary.
         “No. Ho in mente un’altra punizione. Ho invitato stasera a cena due miei amici. Ci faranno divertire, trattando la cagna come una vera troietta in calore”. dissi a Mary. “Uno dei due la penetrerà da dietro mentre l’altro si farà spompinare. E noi due ci divertiremo con i nostri strapon sui due ragazzi. L’idea mi è venuta ieri sera, mentre la cagna ci guardava vogliosa ed eccitata. Cosa ne pensi?” 
        Mary mi rivolse uno sguardo sorridente e complice. Poi annuì.    

Una serata movimentataultima modifica: 2013-04-26T09:49:00+00:00da jotting
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Un pensiero su “Una serata movimentata

  1. Mirkana,,improvvisamente mi sono reso conto che da molto non scrivi sul tuo blog,e questo non mi preoccupa perche’ e’ gia’ capitato ,ma anche che si accumulano commenti in moderazione,e questo mi preoccupa :spero che stai bene,questo solo, e per il resto fai come ti senti,ci mancherebbe.Mi sono reso conto anche che aggiungere commenti su commenti diventa grande maleducazione da parte mia, ma questo non mi sorprende.Comunqe ormai, leggendoti, sei parte delle mie esperienze,ti stimo e ti voglio bene, e ti chiedo scusa per aver invaso questo tuo blog che e’ un gioiello,non scrivo piu’, ma il tuo blog e’ una cosa seria e utile.Il tempo un po’ ci cambia e un po’ no,ci mette a nudo ma anche ci completa.Se stai bene, hai ancora una buona parte di vita davanti,magari da vivere affettuosamente con un uomo migliore di me.In realta’sono sempre stato ribelle,scortese,aggressivo,e pure perbenista!ma da giovaneavevo grande sensibilita’.mi vergognavo per le debolezze degli altri,quasi idealmente le coprivo e condividevo non nel contenuto ma nell’imbarazzo,poi sono diventato meno gentile,ma mai mi sentirei di maramaldeggiare, come involontariamente ho fatto qui sul tuo blog in maniera orribile,e sono convinto che anche tu sei cosi’,diciamo paradossalmente, visto che pratichi d/s da oltre 30 anni,eppure lo credo.Con affetto,Angelo.

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