Il mio tocco di perversione

La mia fantasia di Domina Educatrice (sadica) non si è mai accontentata di seguire pedissequamente i protocolli del SSC (Safe Sane and Consensual).
Ho sempre aggiunto il mio personale tocco di perversione feticistica, specie nelle prime fasi dell’educazione di uno schiavo o schiava, adottando una strategia disciplinare tanto efficace quanto semplice: usare (e abusare di) una certa parte anatomica del sub per forzarne il pudore ed obbligarlo a dismettere ogni residuo orgoglio e arroganza.
A seconda dei casi, delle circostanze e della personalità del sub da educare, ho avuto a disposizione tre potenti alleati già in voga in epoca vittoriana:
  • tightened bottom
  • bottom exposure
  • bare bottom (denudazione totale)
 

big.jpgTightened bottom significa più o meno “sedere imprigionato”.
Più che una tecnica, è una “filosofia”: la sculacciata o la fustigazione sono inflitte su natiche imprigionate dentro mutandine aderenti, o dentro un paio di shorts, o dentro un collant, che esaltano le curve e ne contengono adeguatamente il volume, assicurando compattezza al bersaglio e maggiore efficienza ai colpi inferti, senza nulla togliere alla sensualità della situazione.
Se poi voglio ottenere una più accentuata prominenza delle natiche, mi basta enfatizzare il bersaglio semplicemente tirando l’indumento intimo da una parte o dall’altra, fino a farlo aderire come una seconda pelle. 
Sono davvero compiaciuta quando colpisco più forte per “
infrangere” (almeno idealmente) quell’assurda barriera divisoria, fino a piegare ed annientare l’orgogliosa ed arrogante fierezza del sedere sottostante, del quale il sub deve essere sempre consapevole!
Le 
mutandine tirate su per l’elastico possono assicurare in primo luogo una parziale messa a nudo delle natiche, sommando i vantaggi del tightened bottom a quelli del bottom exposure, e poi la tensione, spesso molto forte, del tessuto contro l’inguine è un coadiuvante erotico ed una umiliazione della sessualità del sub, che si vede i genitali pressati e frizionati dentro l’indumento intimo. 
sex-hairbrush-spanking.jpgUna volta, ho usato un paio di bretelle per tenere tese le mutandine ad una cagna da punire, col vantaggio di tenere entrambe le mani libere e di vedere l’imbarazzo e il disagio della puttanella
, punita come una bambina cattiva e con i genitali strizzati a morte, quasi avesse una cintura di castità.
Per non parlare degli effetti di una raffinata fustigazione inflitta sul …”bagnato”!
Bagnare o inumidire le mutande del sub equivale a farle incollare sulla pelle fino a renderle quasi trasparenti, ottenendo una sorta di esposizione a nudo delle natiche. I colpi sul tessuto bagnato sono sicuramente più incisivi e mordenti, e a volte stimolano il riflesso della minzione, che il sub dovrà trattenere salvo diverso avviso della Domina, causandogli ulterriore umiliazione e frustrazione.

 

 

 

Bottom exposure è la procedura con cui si espongono solo le natiche. E’ un forte deterrente psicologico.

Risale all’epoca vittoriana l’invenzione di appositi «grembiuli disciplinari» e delle «mutande di correzione».
I primi assicuravano la piena copertura del corpo visto in posizione frontale, in quanto erano specificamente destinati a tenere esposte le natiche da punire.  
Si trattava di una specie di camicione, perfettamente abbottonato dal collo fino alle reni; la parte posteriore del grembiule terminava bruscamente all’altezza della vita, lasciando completamente a nudo e senza alcuna protezione la metà inferiore del corpo, a cominciare dai lombi. Al momento del castigo, la corrigenda si presentava senza scarpe e senza mutandine, con il grembiule bene abbassato: l’aguzzino sollevava l’orlo del grembiule e lo fissava, con appositi gancetti, alle bretelline abbottonate dietro le spalle e, con il culetto perfettamente messo a nudo e incorniciato nel tessuto del grembiule, si dava inizio alla punizione.


mutande vittoriane.jpgLe «mutande di correzione» erano dei mutandoni al polpaccio, con un’apertura sulla parte posteriore che permetteva di esporre le natiche, e solo quelle. Essendo l’unico indumento da indossare, il resto del corpo restava a nudo, e questo creava un forte sentimento di vergogna.
L’aguzzino separava i lembi sul retro delle mutande e li legava ai fianchi con degli appositi lacci, in modo da poter concentrare i colpi solo sulla zona esposta: i genitali potevano essere a loro volta esposti o meno, simbolo di costrizione e di intimità oltraggiata.

Anche senza questi indumenti, è sufficiente far scivolare le mutandine fin sotto le natiche (mai fino alle caviglie!), fermo restando l’integrale nudità per il resto, per ottenere qualcosa di simile.
La più dura e crudele delle punizioni non impedirà al sub di essere travolto dal piacere erotico e di eccitarsi.

 

 

 

 

 

 

Il mio tocco di perversioneultima modifica: 2010-11-12T16:23:00+00:00da jotting
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2 pensieri su “Il mio tocco di perversione

  1. Il sabato,in tuo omaggio,porto tutto il giorno una legatura stretta, che interessa la zona perineale,anale e pelvica .(almeno loro) 🙂 Riprende la tua idea delle mutande tirate dalle bretelle,e stringe molto.Mi da’ una sensazione piacevole di appartenenza,che mi fa sentire molto docile e composto,e questo e’ fondamentale.Altre sensazioni,queste solo di tipo fisico, sono una forte pressione in regione anale che da seduto somiglia a un inizio di penetrazione dolorosa e pesante,e una stimolazione incostante al pene.Nel momento dela legatura ,il pene si gonfia, ma dopo rimane solo una leggera incostante eccitazione alla base,che si sposta a fasi alterne tra lo scroto e la zona anale:in quel momento la sensazione dolorosa e’ accompagnata da una sottile e piacevole contrazione localizzata tra regione anale e base della regione pelvica.Nella deambulazione, la parte stimolata e’ la regione anale,e conferma la percezione e la sensazione di appartenenza,e rispetto alla posizione statica aggiunge una sensazione di dolce e piacevole umiliazione,conferma senz’altro quella di appartenenza,e riduce la sensazione di docilita’ pura e composta,che da fermo e nel tempo immediatamente successivo alla legatura e’ intensa e mi coinvolge direi perfino spiritualmente.

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