11/04/2012

Cuckold

cucold.JPGNel BDSM, il cuckolding è una situazione relazionale, in quanto coinvolge sempre due persone.
Il cuckold è consapevole della infedeltà di sua moglie ed è sessualmente eccitato proprio da essa, in quanto ne riceve uno potente stimolo psicologico verso l'umiliazione e la sottomissione.

Tutto può partire dall'uomo che invoglia progressivamente la compagna ad avere rapporti con altri uomini, oppure può partire dalla donna che, con atteggiamento da dominatrice esibizionista, impone questa forma di umiliazione al compagno-sottomesso.
Si tratta di una fantasia sessuale molto diffusa, specie tra le persone gelose, ma è dfficile stabilire se sia più erotico guardare la propria moglie/compagna a letto con un altro uomo, oppure essere altrove in attesa, immaginando chissà cosa, mentre lei si sollazza con il bull. C'è da dire che, generalmente, il cuckold ha poca voce in capitolo, perchè è la donna che sceglie la situazione.

La compagna del cuckold deve dunque prendere coscienza del suo ruolo dominante in questa situazione di gioco, che è estremamente reale, e deve comprendere che il compagno cuckold desidera realmente che lei abbia rapporti sessuali con uno o più amanti.
In secondo luogo, la soddisfazione sessuale della donna deve essere completa. Se la compagna semplicemente accondiscende ad avere rapporti sessuali con il bull senza raggiungere l'orgasmo, il cuckold ne sarebbe deluso e non appagato. 

cuckold.jpgLa compagna del cuckold non può definirsi adultera, per il semplice motivo che vi è sempre un assoluto rispetto da parte del marito. Costui può sentirsi umiliato, deriso, mortificato, ma subisce qualsiasi cosa proprio per l'amore e il rispetto che nutre per la sua compagna. 
Vedere la moglie/compagna nelle braccia di un amante affascinante e premuroso è tutt'altra cosa rispetto al sapere di essere tradito indiscriminatamente con qualsiasi maschio.
Ed infatti la donna del cuckold pratica l'infedeltà, ovvero fa sesso con uno o più uomini, ma non senza il consenso (e addirittura l'eccitazione) del marito, il quale in definitiva ne trae piacere.

In definitiva, la compagna del cuckold dovrà avere voglia di testare i suoi limiti sessuali in piena libertà. 
Libertà di decisione su ogni cosa ed in ogni momento, mentre il compagno dovrà accettare ogni sua decisione assecondandola e sostenendola in modo assoluto.
La compagna in pratica potrà decidere in ogni momento di abbandonare una semplice conversazione, un ristorante, una stanza d'albergo, di esprimere il suo disagio su qualsiasi cosa o situazione o annunciare che non intende più frequentare l'amante.

Di regola, si tratta di una coppia solida, dal punto di vista emotivo, ed ha una grande e reciproca fuducia sul coniuge. La pratica del cuckolding infatti mette a dura prova i nervi, perchè l'apprensione di aver oltrepassato i limiti tollerabili dal coniuge è sempe in agguato.
La compagna ha un metodo empirico per capire quando sta oltrepassando i limiti di tollerabilità del cuckold: le basterà osservare il livello di eccitazione che il marito raggiunge quando lei gli annuncia che sta per avere un incontro con il bull, magari descrivendogli in che modo intende avere rapporti sessuali con quest'ultimo.

Può succedere che il cuckold abbia cercato di incoraggiare per molto tempo la moglie a fare sesso con un altro uomo, prima che questa acconsentisse.
Comprensibilissimo: una richiesta del genere contraddice a tutto quello che viene promesso nel matrimonio, e la moglie teme che una simile azione possa rovinare il rapporto. Quando poi non pensa che sia una scusante per il marito al fine di avere a sua volta una amante!
Ma questo non è il caso del cuckold, perchè se anche il marito volesse un'amante rientrerebbe nella categoria degli "scambisti", fenomeno del tutto diverso.
La maggior parte delle mogli/compagne accettano un marito cuckold principalmente per soddisfare il desiderio del loro partner (accondiscendenza); ma non mancano quelle che lo fanno perchè insoddisfatte della carica erotica del proprio compagno, o perchè sono sessualmente curiose.

Fantasticare è un conto: mettere in atto le proprie fantasie, è tutt'altra cosa.
In questa fase, tornano a galla una serie di dubbi e di incertezze che possono frenare lo spirito avventuriero. Si tratta dunque di un passaggio molto delicato, che va effettuato con calma, anche perchè gli imprevisti possono esere tanti.
Potrebbe essere utile che la donna riferisca al marito i particolari piacevoli dei suoi incontri, acquistando pian piano la consapevolezza dell'effetto eccitante che tali racconti hanno su di lui e la certezza che dopo ogni incontro il marito la accoglierà a casa con amore. 
Questa consapevolezza potrebbe rappresentare la svolta per acconsentire che il marito sia presente agli incontri e la osservi a letto con il suo amante, traendo il massimo piacere (durante il rapporto con il bull) nel vedere il marito che si eccita e si tocca.

ksm0604l.jpgUna fantasia ricorrente è quella in cui il cuckold porta la colazione a letto a sua moglie e al suo amante, sentendosi poi dire che vogliono essere lasciati soli per poter scopare indisturbati. 
Alcuni trovano quasi insopportabilmente emozionante questa situazione, paragonabile forse solo a quella in cui si sbircia dal buco della serratura i propri genitori che fanno sesso.
 

 D'altra parte, se la mente è il più potente organo sessuale, si può ben immaginare un cuckold che aspetta a casa e si masturba, chiedendosi cosa sua moglie e il suo amante stanno facendo.

14:28 Scritto da: jotting in Blog per adulti | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

30/03/2012

La sguattera

"Metti il grembiule e i guanti di gomma".

Obbediente, Mira si spoglia ordinatamente e prende il grembiule dal cassetto. Se lo annoda sui fianchi nudi, poi infila i guanti di gomma.
Si volta e si lascia guardare.
Sono passati due mesi dalla sua prima sessione. Ha imparato molte cose, ma soprattutto l'obbedienza.
Se ne sta in piedi, gambe larghe, mani incrociate sulla schiena.
Le giro intorno per ispezionare. Capelli ben legati, capezzoli impertinenti, sguardo umile.
"Comincia a lavare i piatti. Stasera ho una cena e ci servirai a tavola" le ordino.

Mira si volta e si accinge ad eseguire. Il grembiule è aperto dietro, e lascia intravedere il segno dell'abbronzatura sulle natiche.
"Sei andata a prendere il sole, Mira?" le chiedo.
"Si, Signora" mi risponde.
"Senza il mio permesso? Senza neanche avvisarmi?" incalzo.
"Signora ..." la sua voce è esitante.
"Piegati in avanti" le ordino.
Lei lascia i piatti e si china in avanti poggiandosi sullo schienale di una sedia.
Osservo le sue natiche sode, di un pallore lunare rispetto al resto del corpo. Osservo la sua figa già umida, e i suoi seni che pedono in avanti.
"Vai a prendermi lo strapon, cagna" le ordino.
Senza una parola, Mira corre in camera da letto a prendere l'attrezzo. Se lo mette fra i denti, si inginocchia e me lo porge.
"Laverai i piatti mentre mi divertirò a titillarti gli orifizi" le annuncio. "Guai a te se non lavori bene. Meriteresti una punizione peggiore per aver fatto una cosa senza il mio consenso".
"Si, Signora" risponde lei con un sospiro preoccupato.

Mira conosce le regole. Si piega in avanti, china la testa e allarga al massimo le gambe. Sa che detesto incontrare resistenza mentre la possiedo con lo strapon.
"Lecca questo" le dico, infilandole il fallo di gomma nella bocca.
Lei lo succhia sbavando, cercando di lubrificarlo il più possibile. E' un fallo a diametro variabile, che può raggiungere dimensioni ragguardevoli.

"Va bene, basta cosi". Le tolgo l'oggetto dalla bocca, aspetto che lei si rialzi e si metta in piedi davanti al lavello, a gambe larghe e leggermente piegata in avanti. 
Dal frigo prendo un cubetto di ghiaccio, mi inginocchio dietro di lei e glielo faccio scivolare in mezzo alle natiche. Lei rabbrividisce ma mantiene la concentrazione e la posizione. Brava. Lecco qualche goccia del ghiaccio sciolto che cola fra le natiche prima che arrivi alla figa.
Mira continua sistematicamente a strofinare i piatti con la spugnetta, mentre vedo che sta facendo la pelle d'oca. E' molto sensibile.
Con le dita le separo le natiche, scoprendo il suo anello di carne rosa. Lo vedo palpitare. Lubrifico il fallo con dell'olio afrodisiaco che ho sempre in tasca, appoggio il fallo al suo buchino e inizio a spingere. Lei cerca di agevolare la sua sodomizzazione, rilassando i muscoli e piegandosi ancora di più in avanti.
Dopo qualche spintarella leggera, con un colpo secco la penetro fino al ventre. Si lascia sfuggire un lamento.
"Ahhh ... si Signora ... grazie Signora" mi ringrazia. 
"In fondo, ti ho educata bene" le dico mentre faccio scorrere lentamente il fallo, a misura minima, dentro e fuori di lei. "Come hai potuto andartene al mare senza avvisarmi?"
"Signora ... Lei mi aveva detto di non aver bisogno della sua puttanella ... ho pensato di prendere un po' di sole ... non era mia intenzione offendere la Sua autorità" sussurra pentita.
Regolo il fallo alla misura superiore. L'oggetto si gonfia e per un attimo sembra restare incastrato in quell'anello di carne rosa. Ma riprende subito il suo movimento, lubrificato sia dall'olio che dagli umori della cagna.
"Si, ma ti avevo detto che potevi restare a casa, non che potevi uscire" preciso.
"Si, Signora, ho sbagliato. La sua punizione è giusta" risponde lei, ansimando dal piacere.
"Questa non è una punizione, voglio solo divertirmi a vedere quanto tempo resisterai prima di perdere la concentrazione" la correggo.
La sento ansimare. Mentre continuo a sodomizzarla, allungo le mani sui suoi capezzoli. Sono durissimi. Sembrano di pietra. Glieli tocco, glieli sfioro e glieli pizzico. Il suo culetto ha ormai preso il ritmo e si impala sempre di più sullo strapon. Ma continua a lavare i piatti.
"Ti tratto sempre bene, puttana. Vedi con quanta dolcezza ti sto scopando?" le dico quasi all'orecchio. "E tu fai le cose a mia insaputa? E devo scoprirlo dall'abbronzatura sulle tue natiche?".
"Signora .." sospira la cagna. E' eccitatissima. Pensare che un paio di mesi fa era ancora vergine, e neanche immaginava cosa fosse uno strapon.
"Cosa vuoi dirmi, troietta?" le chiedo.
"Signora ... mi sento tanto umiliata ... mi vergogno di essere andata al mare senza averla avvisata ..." mi dice tra una pausa e l'altra per riprendere fiato.
"Il modo migliore di umiliare una troietta è farsela dare ... avanti, dammela, puttana".
Lei non capisce.
Le sfilo lo strapon dal corpo. Il suo buchino rosa freme e pulsa, affamato di sensazioni.
"Dammela" ripeto con tono perentorio.
"Non ... non capisco, Signora" mi dice con voce affannata.
"Offrimi la tua figa, dammela ... non voglio prenderla come faccio sempre, perché è mia prerogativa... devi darmela come me la darebbe una puttana" le dico.
Riflette sulle mie parole per qualche istante. Sta cercando di pensare a cosa voglio da lei. Poi capisce.
Si raddrizza e si volta verso di me. Si alza il grembiule e mi mostra la sua fighetta, liscia e pallida come le natiche. Con un salto si siede sul tavolo, allarga le cosce e con le dita tira le grandi labbra verso l'esterno. Ha lo sguardo umiliato.
"Signora ... ti piace questa figa? E' tua ... usala" mi dice. Prende un respiro profondo, poi continua, alzando il livello di volgarità e allargando le grandi labbra fino a scoprire il clito, già turgido per queste manipolazioni. "Ti prego, aprimi come una cozza, scopami, sbattimi fino a farmi svenire ... ".
Senza dire una parola, prendo il fallo e la impalo con un'unica mossa, strappandole un gemito di eccitazione.
"Siii ... scopami, sono la tua puttana... sono eccitata ... voglio sentirmi piena di te che sei la mia dea ... sventrami... " continua a ripetere.
Manovro il fallo portandolo alla massima dimensione: ora la sua figa contiene un mostro di 7 cm. di diametro, che muovo come uno stantuffo a ritmo sostenuto.
"Sei proprio una troia, mi hai offerto la tua figa come una professionista" le dico, mentre continuo a farla godere pazzamente. Sono sicura che ha avuto già un paio di orgasmi, a giudicare dagli umori che le colano fra le cosce, eppure continua a desiderare di essere impalata.
"Non hai vergogna nè ritegno, troia" le dico, sottolineando queste parole con colpi che la fanno gemere senza pietà.
"Nooo ... mi piace godere .. mi piace che me lo affondi nella figa ... mi piace sentirmelo dentro fino al ventre" mugola Mira.
Il braccio mi fa quasi male, a furia di infliggerle colpi potenti con lo strapon.
"Puttana, resta qui con le cosce aperte" le ordino, mentre estraggo all'mprovviso il fallo.
Il suo viso è stravolto, ricoperto di sudore. La sua figa è fradicia di umori che colano dappertutto, e le grandi labbra sono arrossate e gonfie di voglia. Ma non muove un muscolo.
Vado in camera da letto e torno dopo qualche istante.
Le getto una banconota da 10 euro sul tavolo, accando al suo corpo devastato.
"Ti bastano, troia" le dico, accompagnando il gesto.
Il viso di Mira diventa livido.
"Sei stata pagata, puttana, ora sparisci" aggiungo.
"Signora ... ho fatto qualcosa che non va?" si preoccupa.
"No, ho usato la figa che mi hai offerto, ora sono stufa. Vattene" le rispondo.
La vedo lenta a reagire. Non capisce cosa sta succedendo.
"Ho detto vattene, zoccola" insisto.
Senza replicare, Mira richiude le gambe e si alza dal tavolo. A testa bassa, va in camera da letto e prende i suoi abiti.
La raggiungo e le porgo la banconota. "Come ti senti, troia?" 
"Mi sento umiliata, Signora ... mi aspettavo di essere usata ma non di essere pagata".
"Ti sentivi più umiliata prima, quando ti sei scusata di non avermi avvisata, o adesso?" le chiedo.
"Ora mi sento umiliata e mortificata, Signora. Prima forse avevo confuso l'umiliazione con il rimorso di aver mancato a uno dei miei doveri".
Mi avvicino e le toglo gli abiti di mano.
"Rimetti il grembiule e vai a lavare i piatti. E sbrigati".
Lei esce e va in cucina.
Io resto in camera da letto e sorrido.

 

 


 

20/10/2011

Vacanze... mentali

Estate significa relax. Staccare dalla routine quotidiana, dai problemi che ci assalgono tutti i giorni. Partire per una vacanza non sempre è facile, per motivi diversi. E l'estate è pure finita.
Ma c'è sempre, e dico sempre, la possibilità di concedersi una vacanza mentale, una breve evasione con la fantasia. E non deve per forza essere innocente. 

Allora l'immaginazione può farci partecipare ...

agony_of_discipline.jpg... ad un festival Goreano, in una ambientazione assolutamente fantasy, dove i maschi sono miracolosamente dotati di carisma e virilità in quantità tale da riuscire a sottomettere la volontà di qualsiasi donna, dove i livelli di testosterone superano ogni più rosea aspettativa, e dove si alternano erotismo e sesso a danze tribali, il tutto in costume da antichi greci (o anche antichi romani).

 

military.png... ad un campo militare, dove potete giocare a fare i soldati per un giorno e poi proseguire, nell'intimità della vostra casa, l'addestramento militare con i giochi erotici più svariati.

 

 

ponygirl-for-life.jpg... ad un agriturismo BDSM, dove qualsiasi attrezzo domestico (ma anche ortaggi) può essere usato per scopi "impropri", e dove ci si può anche togliere lo sfizio di giocare al pony-boy/pony-girl all'aperto, ovviamente con le dovute cautele e con un occhio particolare alla privacy dei giocatori.

 

imagesCAXDKPWE.jpg... ad una festa BDSM in un vero castello tedesco, tanto tanto fetish e tanto tanto gotica, se non altro per l'ambientazione.

 

 

Credo siano pochi quelli che non hanno mai sognato di giocare al dottore. E credo anche che quei pochi non sono tra quelli che ora stanno leggendo questo post.

 

22:53 Scritto da: jotting | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook